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giovedì 8 settembre 2011

Comunione Liberazione Meeting

E' tutto un magna magna? Di sicuro senza Pasta!



Non indugiare oltre abbandona la comunione, la liberazione e condividi con noi un buon piatto di pasta!

Ramen!



Grazie a Saverio Tommasi per questo suo lavoro

lunedì 18 luglio 2011

Chi è il Diavolo?

dal Catechismo della chiesa cattolica

2851
In questa richiesta, il male non è un'astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il « diavolo » è colui che « si getta di traverso » al disegno di Dio e alla sua « opera di salvezza » compiuta in Cristo.

2852
« Omicida fin dal principio [...], menzognero e padre di menzogna » (Gv 8,44), « Satana, che seduce tutta la terra » (Ap 12,9), è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà « liberata dalla corruzione del peccato e della morte ». 144 « Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno » (1 Gv 5,18-19):

« Il Signore, che ha cancellato il vostro peccato e ha perdonato le vostre colpe, è in grado di proteggervi e di custodirvi contro le insidie del diavolo che è il vostro avversario, perché il nemico, che suole generare la colpa, non vi sorprenda. Ma chi si affida a Dio non teme il diavolo. "Se infatti Dio è dalla nostra parte, chi sarà contro di noi?" (Rm 8,31) ».

Al di là del fatto che la sconfitta si fa attendere e che la salvezza consiste nell'armageddon qualcuno mi spiega questo:
il diavolo è ciò che ostacola i piani di Dio, ma il diavolo è stato creato da Dio quindi Dio ostacola i suoi piani quindi Dio è Satana? O vuol dire che i piani di Dio erano di vedere il combattimento stile robottoni giganti giapponesi tra noi e il male?
A questo punto sembra probabile che è possibile sentire messaggi satanici ascoltando la Bibbia anche all'incontrario.

venerdì 25 marzo 2011

I feel cul

La Chiesa romana non finisce mai di stupire. Ma questa volta la notizia è incredibile.

Sapete com'è, la crisi colpisce un po' tutti, e allora bisogna pur inventarsi qualcosa. Lo Stato nei momenti di crisi confida (anche) nelle lotterie, e allora perché non dovrebbe farlo pure il nostro caro Papa? Una bella lotteria dove si vince tutti, o quasi.

Le istruzioni si trovano su ifeelcud.it: tanti anziani non sono in grado di decidere e comprendere come destinare il proprio 8 per mille, basta allora incentivare i giovani a portare i CUD degli anziani (debitamente compilati) alla parrocchia. Chi porta più CUD vince un viaggio alla giornata mondiale della gioventù.
Ora anche i giovani possono fare tanto per sostenere l'8xmille, aiutando gli anziani a compilare e consegnare la scheda allegata ai loro modelli CUD, per esempio. Così i fondi dell'8xmille arriveranno ai tanti progetti che la Chiesa cattolica porta avanti in tutto il mondo, donando a chi ha più bisogno la speranza di una vita migliore.

Viene così stimata una maggior raccolta di 5-10 milioni di euro dall'8 per mille (e dal 5, che già che ci siamo... basta un x).

Sbrigatevi, mancano solo 36 giorni alla chiusura del concorso!

mercoledì 14 aprile 2010

8 per mille

In vista dell'imminente dichiarazione dei redditi, alcuni consigli per l'8 per mille.

mercoledì 24 febbraio 2010

L' 8 per mille dello Stato? Va alla Chiesa

PONTIFICIA Università Gregoriana in Roma, 459 mila euro. Fondo librario della Compagnia di Gesù, 500 mila euro. Diocesi di Cassano allo Ionio, 1 milione 146 mila euro. Confraternita di Santa Maria della Purità, Gallipoli, 369 mila euro. L' elenco è lungo 17 pagine e porta in calce la firma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. NON si tratta di uno dei tanti decreti, ma quello che ripartisce per il 2009 i 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani hanno destinato allo Stato in quota 8 per mille dell' Irpef. Basta sfogliarlo per scoprire che confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie assorbono la quota prevalente di quanto i contribuenti avevano devoluto a finalità umanitarie o per scopi di assistenza e sussidi al volontariato. E invece? Succede che i 10 milioni 586 mila euro assegnati al capitolo "Beni culturali" sono finalizzati in realtà a restauri e interventi in favore di 26 immobili ecclesiastici. Opere che avrebbero tutte le carte in regola per usufruire della quota dell' 8 per mille destinata alla Chiesa cattolica, col suo apposito fondo «edilizia di culto». Come se non bastasse, la medesima destinazione (chiese e parrocchie) hanno anche gli altri 19 milioni destinati alle aree terremotate del centro Italia (14 per l' Abruzzo). «L' atto del governo n. 121» è stato predisposto ai primi di settembre da un presidente Berlusconi reduce dall' incidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticano. Sullo sfondo, la (mancata) Perdonanza dopo il caso Giornale-Boffo. Il documento, poi trasmesso alla Camera il 23 settembre, conferma intanto che i soldi vanno allo Stato ma entrano di diritto nella piena discrezionalità del capo del governo, per quanto attiene al loro utilizzo. È un atto «sottoposto a parere parlamentare» delle sole commissioni Bilancio. Quella della Camera lo ha già espresso, «positivo», il 27 ottobre, quella del Senato lo farà nei prossimi giorni. Eppure, anche la maggioranza di centrodestra della commissione Bilancio di Montecitorio ha lamentato le finalità distorte e ha condizionato il parere finale a una serie di modifiche, contestando carenze e incongruenze del decreto. Tra le più sorprendenti, quella che riguarda la "Fame nel mondo", «alla quale nel decreto vengono attribuite risorse finanziarie alquanto modeste, a fronte di richieste di finanziamento di importo limitato che avrebbero potuto essere integralmente accolte». Insomma: governo ingeneroso verso i bisognosi. In effetti, ultima pagina, al capitolo "Fame nel mondo", sono solo dieci le onlus e associazioni finanziate per 814 mila euro, pari al 2 per cento del totale. Tutto il resto? A chi sono andate le quote parte dell' Irpef che gli italiani hanno devoluto allo Stato? La parte del leone quest' anno la fanno gli «interventi per il sisma in Abruzzo». Sono 32 e assorbono 14 milioni 692 mila euro. Ma il condizionale è d' obbligo. A parte la preponderanza anche qui di parrocchie e monasteri (la quasi totalità) tra l' Aquila, Pescara e Teramo, tuttavia altro non quadra.Ea rivelarloè proprio la commissione parlamentare presieduta dal leghista Giancarlo Giorgetti: «Le richieste di finanziamento relative all' Abruzzo risultano presentate in data antecedente al sisma dell' aprile 2009 ed appare quindi opportuna una puntuale verificae un coordinamento con gli interventi previsti dopo il sisma». L' ammonimento è chiaro: quei beni finanziati in Abruzzo non sarebbero stati danneggiati dal terremoto del6 aprile, non quanto altri almeno. Perché dunque si dirotta lì un quinto dell' intera quota dell' 8x1000? Il sisma del dicembre 2008 in Emilia garantisce a 9 tra parrocchie e monasteri del Parmense altri 4 milioni, mentre 11 milioni sono parcellizzati per i danni delle restanti calamità in tutta Italia. Ma ecco il punto. Oltre 10 milioni finiscono ad appannaggio dei Beni culturali. Ventisei tra consolidamenti e restauri, quasi tutti per diocesi, chiese, parrocchie, monasteri. Solo per restare alle cifre più consistenti, ecco il milione 314 mila euro per la cattedrale dell' Assunta di Gravina di Puglia, il milione 167 mila euro per il restauro degli affreschi della chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli, oppure i 987 mila euro per il restauro di Santa Maria ad Nives di Casaluce (Caserta), i 579 mila euro per San Lorenzo Martire in Molini di Triora o i 413 mila euro per la «valorizzazione della chiesa San Giovanni in Avezzano». E poi, la Pontificia Università Gregoriana e la Compagnia di Gesù. Anche su questo capitolo le bacchettate del Parlamento: la priorità dovevano essere «progetti presentati da enti territoriali», non ecclesiastici. Ci sarebbe anche il capitolo «Assistenza ai rifugiati», al quale però, per il 2009, il decreto firmato dal premier Berlusconi destina 2,6 milioni, poco più del 5 per cento del totale. E quasi tutto (2,3 milioni) va al solo Consiglio italiano per i rifugiati. Concentrazione «non opportuna», censura infine la commissione Bilancio: «Altri progetti non finanziati risultavano meritevoli di attenzione». -

Fonte: Repubblica - Carmelo Lopapa

venerdì 29 maggio 2009

Rivogliamo la Gioconda, la Sindone e Fonzie!

Il notiziario dell'UAAR riporta un interessante punto di vista ecclesiastico:

Interessante botta e risposta tra Francesco Margiotta Broglio, uno dei più autorevoli docenti di diritto ecclesiastico nonché membro della Commissione governativa per l’attuazione delle disposizioni concordatarie, e il cardinale torinese Angelo Poletto.

Secondo il professore, intervistato da La Stampa, “l’atto di donazione di Umberto al Papa del 1983 non è giuridicamente valido perché il terzo comma della tredicesima disposizione transitoria avoca allo Stato i beni di casa Savoia, quindi i trasferimenti successivi al 2 giugno ‘46 sono nulli”. Replica del cardinale, sempre su La Stampa: “va considerata la particolarità di ciò che non è assimilabile ad un bene materiale. La Sindone è un’immagine, un segno. [...]"

O sono scemo io o loro molto molto furbi. Ma anche il povero Checco, non avrà altro da fare? Davvero crede di poter ripigliare la sindone al faraone romano? Probabilmente il suo capo preferirebbe si concentrasse su altro, chessò, un bell'articolo sul fatto che le minorenni non esistono più.

Fonte: uaar.it

martedì 8 luglio 2008

Pastafariani in marcia contro l'ateismo

Anche noi Pastafariani raccogliamo l'invito di Acquaviva sull'Avvenire per “una specie di coalizione religiosa, almeno tra le religioni monoteiste” contro “un ateismo spesso militante e un agnosticismo che sta mettendo in ginocchio un’intera civiltà”.

Indi per cui si indice per quanto suddetto il Pastafarian Day per adorare il Mostro spaghettoso volante in data da definirsi, in luogo da definirsi. Da accompagnamento alla cerimonia spaghettata abbondantemente annaffiata da birra fresca.

Ordine del giorno:
  • ronde pastafariane
  • importanza del costume da pirata
  • ma chi cazzo è Acquaviva
  • varie ed eventuali
PS: non sto scherzando, facciamo una spaghettata?

giovedì 5 giugno 2008

Alemanno inviterà il papa in Campidoglio per “lavare l’onta” della Sapienza

(ANSA) - ROMA, 21 MAG - “Lunedì, durante il mio discorso di insediamento, inviterò il Papa in Campidoglio”. Lo ha annunciato il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Il sindaco ieri sera nel corso di un convegno, aveva espresso la volontà di invitare il Pontefice, “per cancellare l’offesa ricevuta all’apertura dell’Anno accademico della Sapienza”.

Fonte: ansa.it via uaar.it

sabato 17 maggio 2008

Papa quanto sei caro

Il giro delle visite papali per le province italiane e il rilevante impiego di risorse per attrezzare i siti,senza sfigurarli, abbellire i percorsi ed allestire faraoniche strutture, non sfuggono più a critiche.
Personalità cattoliche, autorevoli opinionisti, dinnanzi ai gravi problemi della vita, suggeriscono accoglienze più sobrie, per destinare le somme economizzate a favore dei non garantiti e dei poveri del pianeta.
Per l’avvenuta presenza del papa a Napoli si sono fronteggiati ingenti costi; per la prossima del 17 a Genova e Savona si spenderanno oltre 2 milioni di euro; per la successiva del 13 e 14 giugno in Puglia oltre 4 milioni di euro: 1 dalla Regione, un milione e duecento dalla provincia di Lecce, un milione e mezzo dal Governo nazionale, affidati al capo della protezione civile, Bertolaso, perchè predisponga le aree di atterraggio dell’ elicottero militare, visto che ai voli del papa provvede lo Stato.I consiglieri comunali del capoluogo salentino ansimano nell’attesa, per raggiungere Leuca e consegnargli le chiavi della città, da cui il papa neanche passerà!
Occorrerà poi tener conto degli apporti del Comune e Provincia di Brindisi, nonchè di quelli, tra Galatina a Leuca, interessati dal corteo diplomatico.

Benedetto XVI si recherà prossimamente in Austria, ove, senza sontuose accoglienze e oceaniche mobilitazioni, sarà la chiesa locale ad accollarsi le spese necessarie.

Ci sono altri costi che sopportano tanti enti locali, assegnando contributi per agevolare la partecipazione dei credenti agli incontri mondiali col papa.

Il Comune di Massafra(Ta), per esempio, erogò nel 2006 la somma di €8.000 quale contributo per il viaggio dei giovani al raduno mondiale a Colonia; altro contributo è stato chiesto per quello a Sidney.

Sarà bene, per le storture della società dei consumi e dell’immagine che le religioni già additano, riconsiderare il fenomeno e ridimensionare il costo delle mega-adunate di fedeli.

Sarà bene soprattutto che la Chiesa non si faccia Stato e che lo Stato non si faccia Chiesa, e che quest’ultima non continui a gravare sui contribuenti con insostenibili privilegi.

Giacomo Grippa, Uaar circolo Lecce

Fonte: uaar.it

mercoledì 30 aprile 2008

Repubblica Teocratica Italiana

Da: Viva la costituzione

Si, lo so, un paio di utenti hanno detto che io scriverei nei post sempre le stesso cose (come se il fatto di ripeterle le rendesse false) ma, questa volta, mi limito a narrare la mia esperienza di voto del giorno 13 aprile, che si potrebbe riassumere in poche parole: "l'uomo che morde il cane".

Sono andato al mio seggio, che peraltro era senza fila. Sono entrato e con calma ghandiana e con la massima cortesia possibile, prima di votare, ho chiesto un colloquio personale con il presidente di seggio. Ottenuto il colloquio, ho fatto notare al presidente che nel seggio v'era un crocifisso che, oltre tutte le considerazioni personali possibili, è stato ritenuto fuori luogo dalla sentenza della Corte di Appello di Perugia del 10 aprile 2006 in quanto questa sostiene "l’opportunità che la sala destinata alle elezioni sia uno spazio assolutamente neutrale, privo quindi di simboli che possano, in qualsiasi modo, anche indirettamente e/o involontariamente, creare suggestioni o influenzare l’elettore" e la sentenza era stata redatta proprio in conseguenza ad un caso di crocifissi presenti nei seggi elettorali. Oltre a questa fonte, ho citato anche la sentenza 439/2000 della Corte di Cassazione, secondo cui le circolari fasciste del ministro Rocco del 1924 e del 1926, che prescrivevano la presenza del crocifisso nelle scuole elementari e medie, sono incompatibili con l'attuale assetto costituzionale (fra le varie cose non più basato sulla religione di stato) e da ritenersi tacitamente abrogate. Infine, ho citato anche la sentenza 203/1989 della Corte Costituzionale che (fra le varie cose) elegge la laicità a "principio supremo dell'ordinamento costituzionale", quindi anteponendolo anche ad altri principi quali il lavoro e l'uguaglianza perchè solo in un contesto laico gli altri diritti possono trovare accoglimento e possibilità di esplicazione.

Ho consegnato al presidente di seggio una copia di ognuna di queste fonti giuridiche e, essendo queste molto corpose (una decina di pagine ciascuna), stavo iniziando a riassumerne con calma e cortesia i contenuti quando sono stato fermato, dato che il presidente si è qualificato come un avvocato e quindi già a conoscenza della dottrina giurisprudenziale in materia. Nonostante le sue conoscenze in materia, però, ha preferito non rimuovere il crocifisso. A quel punto, nella più totale calma e tranquillità, prendo atto della risposta e chiedo che venga messa a verbale una breve dichiarazione in cui affermo che, nonostante le indicazioni delle chiare fonti giuridiche precedentemente citate, il presidente di seggio non ha accolto la mia richiesta. A questo punto il presidente di seggio si rifiuta anche di mettere a verbale la dichiarazione. Io gli faccio notare con la massima pacatezza che, ai sensi dell'art. 104 comma 5 del decreto del Presidente della Repubblica del 1957 (noto anche come regolamento per il seggio elettorale), il presidente è tenuto a verbalizzare dichiarazioni, pena la reclusione da 2 a 5 anni e una multa che va da 1.032,91 a 2.065,83 euro. A quel punto il presidente mi fa accomodare in un angolo del seggio dicendomi di attendere perchè stava chiamando la polizia: io ho atteso e, una volta giunta la polizia, ho citato quietamente quelle fonti giuridiche (consegnando anche a loro una copia), ho fatto presente che il presidente non voleva verbalizzare una mia dichiarazione ma ho anche esplicitato di non voler fermarmi troppo sulla questione perchè, avendo un treno improrogabile dopo solo mezz'ora, volevo votare in fretta. I poliziotti mi hanno accompagnato fuori dal seggio (non ho assolutamente fatto resistenza) e posto questioni del tipo:

"ci sono tanti problemi, perchè ti viene in mente una cosa del genere?",

"perchè lo fai?",

"l'Italia è un paese cattolico" e affini.

Io ho educatamente risposto alle diverse domande dicendo che rispettare la legge è un dovere civico, che se ci sono grandi problemi irrisolvibili non vuol dire che si debbano ignorare quelli "piccoli" e risolvibili, che l'Italia non è un paese cattolico ma laico e affini; in ultima istanza hanno detto che la questione del crocifisso compete ai responsabili di partito (???) (che però erano sparpagliati per la città e non erano reperibili) e ai "superiori" ma io ho risposto (con la massima volontà di chiarirmi) che, al di sopra di sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale, non c'è nessuno, al massimo ci sarebbe il re ma, non essendo più in monarchia, il caso non si pone. Dopo qualche minuto di dialogo pacatissimo e dai toni addirittura amichevoli, mi hanno detto di attendere lì perche volevano chiamare la Digos.
E' arrivato l'ispettore della Digos e ha esordito chiedendo cosa fosse accaduto, io ho rispiegato senza problemi il tutto nei minimi dettagli e senza considerazioni personali di sorta. Terminato il tutto, il dottore m'ha detto che:

"in Italia ci sono tanti problemi" e io ho risposto educatamente che se ci sono problemi grandi non vuol dire che quelli "piccoli" (anche se per me piccoli non sono, dato che si trattava di una liberta fondamentale) vadano ignorati/non risolti;

m'ha detto che "se vai negli Emirati Arabi e chiedi di togliere un Maometto ti tagliano la testa" e io ho risposto ancor più educatamente che spesso nell'ambito mediorientale la religione è compenetrata con la politica fino al punto che il peccato coincide con il reato, ma questo non è il caso dell'Italia che, invece, è uno stato laico per legge;

m'ha detto che "anche in Francia ci sono i crocifissi nelle scuole" e io ho risposto nella più totale tranquillità che la cosa mia sembra strana dato che il Francia vige la c.d. "legge del velo" secondo cui le donne non possono portare veli legati alla religione (qualunque religione), quindi figuriamoci se ci sono i crocifissi nelle aule scolastiche e, in qualunque caso, la Francia non è l'Italia, in cui vige una certa giurisprudenza;

dopo questa risposta m'ha detto che "quelle sono solo sentenze e non è legge", al che io ho fatto cortesemente notare che, se mi condannassero in via definitiva a 12 anni di carcere per omicidio, il parlamento non dovrebbe approvare una legge in cui c'è scritto "Ringo De Palma deve scontare 12 anni di carcere", ma la sentenza va applicata senza che nessun altro atto legislativo o meno debba essere prodotto; ho preso parola e gli ho detto che, se il presidente di seggio non vuole togliere il crocifisso, almeno verbalizzi la mia dichiarazione, dato che è tenuto a farlo e rischia quella pena carceriaria e pecuniaria di cui sopra. Cosa m'ha risposto l'ispettore?

"Se non vuole farti verbalizzare una dichiarazione tu lo denunci, fai un processo e avrai ragione", al che io "ma io non ho tempo per una denuncia o un processo, devo partire fra mezz'ora".

Dopo quest'ultimo scambio di battute, mi ha chiesto "dove studi?" e io "a Forlì" e lui "me lo immaginavo".

A questo punto, giocata la sua ultima carta e avendo io un treno che stava per partire e un voto da esprimere, ho dovuto "annullare" il tutto, dichiarando esplicitamente la mia intenzione di votare con o senza il crocifisso (sapete com'è, io credo nel valore anche del singolo voto), in un minuto ho ri-favorito i documenti, sono entrato il cabina, ho votato, depositato la scheda e sono fuggito verso Forlì. E' da notare che all'uscita dalla cabina, il presidente di seggio ha insistito perchè io mi riprendessi i fogli delle sentenze. Repulsione pura.
Diverse ore dopo la Digos ha telefonato al numero di casa della mia residenza e ha parlato con i miei genitori, descrivendomi (da quel che ho potuto capire) come una specie di terrorista cretino, oltre che attaccabrighe. Ho inoltre saputo di essere stato segnalato dalla stessa Digos per quello che avrei fatto. Sono un pò ignorante su queste cose, quindi ho cercato su Wikipedia e ho letto che "con la sigla DIGOS (acronimo di Divisione investigazioni generali e operazioni speciali) si indica una divisione operativa della Polizia di Stato [...]. Gli uffici della Digos svolgono attività investigativa ed informativa finalizzata a contrastare l'eversione dell'ordine democratico (attività antiterrorismo)".
Io punterei all' "eversione dell'ordine democratico"? Non fumo, non bevo, non gioco d'azzardo, non dò fuoco ai seggi elettorali, non compio blitz nelle prefetture e non ho mai preso parte nemmeno a occupazioni e, per quanto io ne sappia, la mia attività "eversiva" si limita al massimo a una decina di scioperi compiuti durante tutto l'arco delle scuole superiori e alla conoscenza di leggi che, puntualmente, vengono calpestate nell'indifferenza e nell'appiattimento di chi, invece, dovrebbe farle rispettare. Ho capito, e qui non nascondo una lieve punta di ironia, che la legge va rispettata ma, far rispettare la legge, è diventato un reato.
Spero solo che la segnalazione presso la Digos non mi impedisca di partecipare a concorsi in magistratura, dato che è un "sogno nel cassetto" che coltivo da un pò.


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P.S: uno dei tanti paradossi dell'accaduto è che l'ispettore della digos, invece di parlare con me di argomentazioni personali, avrebbe dovuto mettere sotto torchio il presidente di seggio: lui si che non ha rispettato la legge e ha, magari involontariamente, puntato all' "eversione dell'ordine democratico" (dato che si è rifiutato di mettere a verbale la dichiarazione).

Fonte: vivalacostituzione via uaar.it

sabato 26 aprile 2008

Padre Pio e il miracolo economico del turismo religioso: 100 mln l'anno

Fiorenti soprattutto il business degli articoli religiosi e quello dell'accoglienza dei fedeli



FOGGIA - È sicuramente collaterale alla forte religiosità e a una devozione ormai mondiale per Padre Pio ma certamente il Santo da Pietrelcina non ha solo acceso i riflettori su questo centro del Gargano, ma ha anche promosso un grande ospedale, la casa Sollievo della Sofferenza, tra i più moderni del Mezzogiorno, sorto nel 1956 e che oggi conta un migliaio di posti letto e 26 reparti. Ma S.Giovanni Rotondo è soprattutto una delle principali mete del turismo religioso. Quasi tutta l'economia della città ruota attorno alla figura di San Pio da Pietrelcina: dalle coroncine del rosario ai parcheggi per gli autobus.


CENTO MILIONI DI EURO ALL'ANNO - Un business da oltre cento milioni di euro ogni anno. Il più vistoso è certamente quello legato alla vendita di articoli religiosi sulle bancarelle. Moltissimi, infatti, i commercianti che sono diventati ricchi proprio vendendo per strada coroncine, calendari e immagini del santo. Business importante anche quello legato alle oltre 140 strutture di accoglienza per i fedeli. Un business che dà lavoro a circa quattromila persone solo a San Giovanni Rotondo, mentre sono tremila quelli dell'indotto. Numeri che fanno parlare di una sorta di miracolo economico se si pensa che nel territorio di San Giovanni Rotondo, in piena zona interna garganica, il tasso di disoccupazione è il 5% in meno della media regionale.


Fonte: corriere.it

lunedì 14 aprile 2008

Il papa a Brindisi e Lecce: 250.000 euro dal governo

Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ordinanza 26 marzo 2008, n. 3664: “Interventi conseguenti alla dichiarazione di «grande evento» in relazione alla visita pastorale del Papa Benedetto XVI a Brindisi e nel comune di Castrigliano del Capo in provincia di Lecce nei giorni 14 e 15 giugno 2008″. […] Agli oneri relativi all’attuazione della presente ordinanza si provvede nel limite di 250.000,00 euro a valere sul fondo della protezione civile che verra’ opportunamente integrato dal Ministero dell’economia e delle finanze, di cui 150.000,00 euro destinati al prefetto di Brindisi e 100.000,00 euro al prefetto di Lecce, a valere sul contributo regionale di cui alla legge regionale 4 marzo 2008, n. 3, nonche’ a valere su eventuali risorse finanziarie messe a disposizione da amministrazioni statali o enti pubblici. […]

Fonte: uaar.it

venerdì 11 aprile 2008

Benedetta salute mentale

Il 31/3 è stato inaugurato in via Toti (Veronetta) un nuovo centro di salute mentale. La tempestività, a 30 anni dalla legge Basaglia, è sempre da apprezzare. Meno da apprezzare è la composizione del team degli inauguranti. Comprendiamo la presenza di sindaco, di assessori, di primari e di altre figure che hanno una qualche relazione con la struttura. Non comprendiamo, invece, l’invito al vescovo Zenti e non agli esponenti di confessioni religiose o dell’associazione degli atei. Zenti ha officiato il rito scaramantico della benedizione, ma prima ha voluto dire le consuete banalità: la società moderna «corre troppo in fretta e che non tutti possono tenere il ritmo dei più efficienti e dei più abili» e che «non tutti hanno il motore di una Ferrari». Non ha ricordato, però, le radici cristiane dell’insediamento del diavolo nel cervello di alcuni sventurati e la recente nomina di dieci preti esorcisti da lui fatta come contributo della fede alla salute mentale.

Dalla Newsletter del Circolo UAAR di Verona (verona@uaar.it)

Fonte: uaar.it

giovedì 3 aprile 2008

Il prete che guariva come Vanna Marchi

Come Wanna Marchi, come il «mago» brasiliano Mario Pacheco Do Nascimento, e come le migliaia di persone che ogni giorno vendono amuleti contro il malocchio, filtri d’amore e i numeri giusti per sbancare il Lotto, un prete fiorentino è accusato dalla Procura di associazione a delinquere finalizzata alla truffa. E che truffa. Quasi uno spettacolo. Andato in replica decine e decine di volte per otto anni, dal 2000 al 2008. Ogni volta, il sacerdote radunava un po’ di gente, due preghiere e un qualche alleluja per fare un po’ d’atmosfera, poi ecco spuntare il complice, naturalmente in preda al demonio. Un bel problema ma non per don Francesco Saverio Bazzoffi, 60 anni, dal 1991 leader carismatico della Casa Santi Arcangeli, ufficialmente luogo di incontri e benedizioni a Barberino del Mugello. Imposizioni delle mani, canti, profumo d’incenso, ancora preghiere, e l’«indemoniato» era salvo.


Peccato che tra il pubblico don Francesco individuasse sempre una o due persone - meglio se malate o afflitte da qualche problema esistenziale - su cui esercitare la sua arte di esorcista. Solito rito, nuovo spettacolo, e un sacco di soldi: 4 milioni di euro è la cifra transitata dai conti personali di don Bazzoffi alla cassa della onlus «I cinque piani» di Prato, i cui responsabili si sono dimessi da ogni carica. Oltre agli esorcismi, a gonfiare il portafogli del sacerdote c’era anche la somministrazione di «sale e acqua benedetti», oltre alle offerte cospicue dei fedeli raggirati.


Adesso, con tutto il rispetto, ma quale sarebbe la differenza sostanziale tra un sacerdote e un “mago”, oltre al grado di accettazione e rispettabilità sociale?


Fonte: La stampa via uaar.it

venerdì 28 marzo 2008

Cittadinanza ad honorem a Benedetto XVI

"A Papa Benedetto XVI cui, nel gennaio scorso, uno spirito illiberale non ha consentito di partecipare all'apertura dell'anno accademico dell'Università 'La Sapienza' di Roma, vorremmo testimoniare riconoscenza e rispetto per il suo magistero e la sua presenza in Italia e nel mondo, conferendogli la cittadinanza onoraria". Così il sindaco di Arconate, l'eurodeputato Mario Mantovani, annuncia che Papa Benedetto XVI diverrà cittadino onorario del comune della provincia di Milano.

"Arconate già ha espresso solidarietà e vicinanza a Papa Benedetto XVI, nel gennaio scorso, attraverso l'affissione di manifesti in cui ci siamo uniti in un 'abbraccio solidale' a difesa della ragione, della democrazia e della libertà, soprattutto della libertà d'espressione". Ora l'Amministrazione comunale arconatese ha deciso di convocare una seduta straordinaria del Consiglio comunale, il prossimo 19 aprile, per deliberare in merito al conferimento della cittadinanza onoraria.


Fonte: Il Giorno via uaar.it


I grasseti li ho aggiunti io, senza alcun riferimento polemico ;-)

giovedì 27 marzo 2008

Nazismo: Chiesa Cattolica Sfruttò 6000 Lavoratori Schiavi

(AGI) - Berlino, 25 mar. - La Chiesa cattolica tedesca impiego' durante il nazismo circa 6 mila 'lavoratori schiavi', per la maggior parte polacchi e cittadini delle repubbliche dell'Unione Sovietica. Lo rivela una documentazione di oltre 700 pagine, che l'ex presidente della Conferenza episcopale tedesca, cardinale Karl Lehmann, presentera' ufficialmente il 4 aprile prossimo a Magonza. La Chiesa tedesca ha oggi anticipato che tra il 1939 ed il 1945 vennero impiegati come schiavi del lavoro 4.829 deportati dai Paesi dell'est europeo e 1.075 prigionieri di guerra. La Conferenza episcopale ha precisato che lo studio, dal titolo "Lavoro coercitivo e Chiesa cattolica dal 1939 al 1945" costituisce "la ricerca piu' ampia degli ultimi decenni su tutto il cattolicesimo tedesco". Mentre la Chiesa evangelica, che aveva utilizzato anch'essa gli 'schiavi del lavoro', aveva deciso di contribuire ad indennizzare i sopravvissuti con un contributo alla "Fondazione Memoria, Responsabilita' e Futuro", il fondo creato negli anni passati dal governo e dall'economia tedesca, la Chiesa cattolica ha preferito versare per proprio conto i risarcimenti agli schiavi del lavoro mediante la creazione del 2000 di un fondo speciale di 2,55 milioni di euro. Nel 2005 erano stati individuati circa 5 mila lavoratori coatti sopravvissuti, 590 dei quali hanno percepito rispettivamente un indennizzo per le sofferenze patite di 2.556 euro.

Fonte: agi.it via yahoo notizie