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lunedì 18 luglio 2011

Chi è il Diavolo?

dal Catechismo della chiesa cattolica

2851
In questa richiesta, il male non è un'astrazione; indica invece una persona: Satana, il maligno, l'angelo che si oppone a Dio. Il « diavolo » è colui che « si getta di traverso » al disegno di Dio e alla sua « opera di salvezza » compiuta in Cristo.

2852
« Omicida fin dal principio [...], menzognero e padre di menzogna » (Gv 8,44), « Satana, che seduce tutta la terra » (Ap 12,9), è a causa sua che il peccato e la morte sono entrati nel mondo, ed è in virtù della sua sconfitta definitiva che tutta la creazione sarà « liberata dalla corruzione del peccato e della morte ». 144 « Sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca: chi è nato da Dio preserva se stesso e il maligno non lo tocca. Noi sappiamo che siamo nati da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno » (1 Gv 5,18-19):

« Il Signore, che ha cancellato il vostro peccato e ha perdonato le vostre colpe, è in grado di proteggervi e di custodirvi contro le insidie del diavolo che è il vostro avversario, perché il nemico, che suole generare la colpa, non vi sorprenda. Ma chi si affida a Dio non teme il diavolo. "Se infatti Dio è dalla nostra parte, chi sarà contro di noi?" (Rm 8,31) ».

Al di là del fatto che la sconfitta si fa attendere e che la salvezza consiste nell'armageddon qualcuno mi spiega questo:
il diavolo è ciò che ostacola i piani di Dio, ma il diavolo è stato creato da Dio quindi Dio ostacola i suoi piani quindi Dio è Satana? O vuol dire che i piani di Dio erano di vedere il combattimento stile robottoni giganti giapponesi tra noi e il male?
A questo punto sembra probabile che è possibile sentire messaggi satanici ascoltando la Bibbia anche all'incontrario.

lunedì 14 aprile 2008

Germania, voto bipartisan sulle cellule staminali: meno limiti agli scienziati

Il governo tedesco ha approvato venerdì, a larga maggioranza e con il voto di parte dei cattolici, l’ammorbidimento delle restrizioni che limitano la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Con chiamata nominale e senza vincolo di partito - perché scelte così importanti hanno bisogno del coraggio delle idee - 346 deputati hanno approvato lo slittamento del termine per l’importazione di cellule staminali embrionali dal 2002 al primo maggio del 2007. Contro la decisione hanno votato in 228.
In Germania è attualmente vietata la creazione di embrioni umani per la produzione di staminali. Ma è lecita l’importazione di linee cellulari da essi estratti a fini di ricerca. Fino a venerdì potevano essere importate solamente linee cellulari prelevate da embrioni creati prima del gennaio del 2002. Che oggi hanno però un potenziale residuo per la ricerca scientifica limitato, considerate le possibili contaminazioni di virus e cellule animali. Il Bundestag ha inoltre approvato una mozione che depenalizza la partecipazione di scienziati tedeschi a esperimenti, all’estero, vietati in Germania.
Tra i sostenitori del prolungamento la ministra per la ricerca scientifica crisitanodemocratica Annette Schavan. La Schavan aveva assicurato durante il dibattito in aula di voler tenere aperto un corridoio, seppur «stretto», per una ricerca coscienziosa. Soprattutto, ha specificato la ministra, le linee cellulari importate già esistono e non sono embrioni. Non tutti i cristianodemocratici la pensano come la ministra Schavan. La collega Maria Böhmer - autrice della legge del 2002 modificata venerdì, attualmente incaricata per l’integrazione - crede che la decisione presa rappresenti una rottura nella difesa dell’embrione, solo perché la scienza lo vuole: «Se una richiesta del mondo scientifico diviene il motivo per accordare uno slittamento del termine, nulla impedisce che la cosa si possa ripetere in futuro. Ci mettiamo su un crinale pericoloso». Eppure «gli scienziati hanno convinzioni etiche, come noi», ha specificato la Schavan venerdì per sgombrare il campo dall’idea che la ricerca sulle staminali sia solo una competizione “amorale” tra istituti di ricerca.


[…]


L’articolo completo di Matteo Alviti è consultabile sul sito di Liberazione


Fonte: uaar.it